Rosarubra
la Storia
Alla fine del 1800 diversi agricoltori si rivolsero a Rudolf Steiner, fondatore della Società Antroposofica, per avere consigli su come rivitalizzare la terra, dal momento che il suolo stava perdendo la sua vitalità. L’agricoltura chimica era ancora lontana dal nascere e fino a quel momento in tutti i continenti e civiltà del nostro pianeta, l’agricoltore aveva sempre applicato l’agricoltura biologica, rimasta immutata sino a dopo la fine della seconda guerra mondiale.
All’epoca nessuno avrebbe potuto immaginare quali profondi mutazioni la terra avrebbe iniziato a subire solo 50 anni dopo. Steiner, aveva presagito tutto ciò e nel giugno del 1924, un anno prima della sua morte, tenne a Koberwitz, in Breslavia oggi Polonia, una serie di conferenze da cui nacque quella che fu definita “Agricoltura Biodinamica“. Questa è composta da due parole: biologico, in riferimento al regime agricolo da sempre applicato; e dinamico, relativo cioè alle pratiche naturale che consentono di accelerare la crescita dell’humus.
Steiner fece un dono immenso agli agricoltori donando loro delle nuove “armi” (che sono i preparati biodinamici) per affrontare le conseguenze nefaste che di lì a 25 anni si sarebbero concretizzate. Oggi l’Agricoltura Biodinamica è riconosciuta ufficialmente come metodo colturale dall’Australia e dalla Svizzera, ed è l’evoluzione dell’agricoltura biologica e non una sua variante. E’ la nuova agricoltura, quella che accompagnerà l’uomo nel corso dei secoli futuri. (fonte Marcello Lo Sterzo)
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La biodinamica per tornare alla natura
Pesticidi e agenti chimici hanno lo scopo di uccidere gli agenti patogeni nemici, ma al tempo stesso sterilizzano il terreno che lentamente si impoverisce e muore così che la pianta arriva ad alimentarsi grazie al fertilizzante apportato artificialmente. Con la biodinamica, invece, si vuole ricreare quella struttura vitale unica che oggi ritroviamo nelle zone boschive, dove in un grammo di terreno vivono oltre un miliardo di microorganismi tra microflora e microfauna: queste sono le basi per ottenere una biodiversità unica. La pianta coltivata in un terreno così vivificato vive in simbiosi con questi miliardi di microorganismi ed è questo laboratorio naturale a fornirle ciò che le necessita per nutrirsi.
Difesa e concimazione sono due aspetti molto importanti. Nel regime biologico il concime chimico è vietato, ma sono ammessi il concime organico e l’ammendante (letame). Il primo ha una funzione prettamente nutritiva, il secondo più fertilizzante. In biodinamica si possono utilizzare solo il letame o i sovesci (semine effettuate in autunno e poi interrate). Il concetto importante è che non si cerca un effetto concimante ma un apporto di sostanze organiche nel suolo. Ogni anno il 2% di sostanza organica viene mineralizzata e di norma non viene reintegrata. In un’azienda biodinamica, invece, c’è un apporto costante di sostanza organica e quindi il rapporto è sempre in positivo.

